L’AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco) , attraverso l’Osservatorio nazionale sull’impiego dei Medicinali (OsMed), pubblica annualmente un rapporto relativo ai dati di consumo e spesa dei medicinali in Italia.
Rispetto al 2024 i dati relativi al consumo degli psicofarmaci rivestono particolare interesse. La spesa per gli antidepressivi è aumentata del 3,2% rispetto allo scorso anno. Il consumo di questa classe di farmaci risulta maggiore tra le donne rispetto agli uomini (una differenza che cresce con l’età e diventa pari al doppio tra i 65-74 anni). Questa differenza è in linea con quanto emerge dalla letteratura scientifica. In generale il consumo di antidepressivi cresce con l’età e arriva ai livelli più alti fra gli ultra 85enni. Gli antidepressivi più prescritti sono gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina) rappresentando il 68% dei consumi totali. Il rapporto inoltre afferma che “I dati indicano come questi farmaci vengano prescritti in modo altamente inappropriato per condizioni cliniche non legate specificatamente alla patologia depressiva, che richiederebbero invece approcci di tipo non farmacologico. Inoltre, per una quota consistente di pazienti con depressione l’aderenza al trattamento è bassa portando ad una cronicizzazione della malattia”.
I dati del rapporto inducono ad una riflessione ulteriore quando viene presa in considerazione la fascia di soggetti in età pediatrica, per la quale rispetto al 2023 la prevalenza d’uso degli psicofarmaci è cresciuta dell’8,6% e il tasso di prescrizione del 9,3%. Prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 2016 e il 2024, sono raddoppiati sia prevalenza d’uso che consumo di psicofarmaci nei più piccoli. Il ricorso agli psicofarmaci risulta massimo nella fascia di età tra i 12 e i 17 anni. La prevalenza d’uso risulta maggiore per gli antipsicotici, seguiti da antidepressivi e farmaci per il disturbo da deficit attentivo ed iperattività. Nonostante la grande variabilità da regione a regione, tutte le regioni registrano un aumento nei consumi rispetto all’anno precedente (pur confermandosi, quello italiano, un uso di psicofarmaci tra i più bassi a livello europeo e internazionale). Il rapporto evidenzia come sia in Italia che all’estero l’aumento di consumo di farmaci psicotropi in età evolutiva sia avvenuto soprattutto in seguito alla pandemia di COVID -19 e all’impatto di quest’ultima su salute mentale di bambini e adolescenti. In modo significativo il rapporto afferma che “il trattamento dei disturbi neuropsichiatrici in età evolutiva richiede un approccio multi modale e multidisciplinare in cui la terapia farmacologica dovrebbe essere considerata in una cornice più ampia e vista come una possibile componente di un insieme di interventi che includa anche quelli non farmacologici”, invi comprese le terapie psicologiche e le psicoterapie.
L’uso dei farmaci in Italia- Rapporto OsMed 2024 notizia | Agenzia Italiana del Farmaco
