Nell’ambito delle linee guida per i trattamenti farmacologici, un’attenzione crescente viene data alla polifarmacoterapia, ossia alla condizione -generalmente più frequente nella popolazione anziana- in cui una persona può trovarsi ad assumere cinque o più medicinali contemporaneamente.
L’attenzione crescente è dovuta ai possibili effetti avversi di assunzioni prolungate nel tempo e agli effetti negativi di interazione tra farmaci. Proprio per questo le nuove linee guida del governo scozzese per la polifarmacoterapia (2026-2029) pongono al centro la necessità di revisioni periodiche del piano di trattamento dei pazienti che assumono più farmaci così da decidere tempestivamente eventuali modifiche e stabilire in presenza di quali condizioni optare per una riduzione o sospensione di un certo farmaco.
A questo proposito, la “British Geriatrics Society” sottolinea che la polifarmacoterapia espone il paziente anziano a maggiori rischi, che devono essere attivamente valutati dal personale medico in termini di costi-benefici. Un’assenza di tale periodica rivalutazione espone il paziente a danni evitabili.
Recentemente il Medical Journal of Australia ha introdotto specifiche linee guida per la deprescrizione farmacologica nella popolazione con età superiore ai 65anni. In queste linee guida prescrizione e deprescrizione non sono viste come approcci alla cura inconciliabili tra loro ma come poli opposti di uno stesso continuum. Gli autori così incoraggiano una revisione costante della terapia a partire dai bisogni attuali del paziente, aggiornando -ogni volta che il farmaco viene rinnovato- obiettivi e bilancio costi/benefici.
Per quanto riguarda gli psicofarmaci, le linee guida australiane invitano ad esempio ad una attenta considerazione rispetto agli antidepressivi. Viene infatti indicato il rischio che, a fronte di un processo di deprescrizione, compaiano sintomi astinenziali che vengono erroneamente confusi con una ricaduta depressiva. Viene quindi suggerito una riduzione graduale e l’affiancamento di una psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale. Una particolare attenzione viene dedicata anche alle benzodiazepine, sia quelle prescritte per problemi di insonnia che quelle prescritte per problemi di ansia. Si invita ad una deprescrizione graduale a all’introduzione di interventi non farmacologici per l’insonnia stessa, così come all’introduzione di una psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale per i sintomi di ansia.
British Geriatrics Society, “Pragmatic prescribing to reduce harm for older people with moderate to severe frailty” , (2025), Pragmatic prescribing to reduce harm for older people with moderate to severe frailty | British Geriatrics Society (consultato online il 19-07-2026)
H. W. Quek, X. Reus Perello, K. Lee, et al., “ Deprescribing in Older People: A Clinical Practice Guideline Summary,” Medical Journal of Australia 224, no. 4 (2026): e70174, https://doi.org/10.5694/mja2.70174.
Scottish Government, “Polypharmacy Guidance: appropriate prescribing, making medicines safe, effective and sustainable 2026 – 2029”, (2026), Polypharmacy Guidance: appropriate prescribing, making medicines safe, effective and sustainable 2026 – 2029 – gov.scot (consultato online il 19-07-2026)
